Lug 2, 2008 - Senza categoria    No Comments

qualcosa che non c’è….

Tutto questo tempo a chiedermi
Cos’è che non mi lascia in pace
Tutti questi anni a chiedermi
Se vado veramente bene
Così Come sono Così
Così un giorno
Ho scritto sul quaderno
Io farò sognare il mondo con la musica
Non molto tempo
Dopo quando mi bastava
Fare un salto per
Raggiungere la felicità
E la verità è

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare
Il sole sorgere

E miracolosamente non Ho smesso di sognare
E miracolosamente Non riesco a non sperare
E se c’è un segreto
E’ fare tutto come Se vedessi solo il sole

Un segreto è fare tutto
Come se
Fare tutto
Come se
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole

E non
Qualcosa che non c’è 
         (Elisa – Qualcosa che non c’è)

 

Lug 2, 2008 - Senza categoria    No Comments

da ridere….

COSE CHE ACCADONO QUANDO SI CAMBIA UN PANNOLINO
1. Il pannolino puo essere cambiato per tre ragioni: a) perche lo
dice la mamma; b) perche lo dice la suocera; c) perche il bimbo ha
cagato. Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte
della sua drammaticita. Il vero, autentico, cambio di pannolino
prevede la presenza della merda. Di solito accade cosi. La mamma
prende in braccio il bambino, lo annusa un po’ e dice, con voce gaia
e piuttosto cretina: ‘E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo
odorino? cosa ha fatto l’angioletto? ‘. Poi la mamma va di là e
vomita.

2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il
fasciatoio e un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un
sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui
appoggiare il bambino. Far star fermo il bambino su quel piano è
come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E’
fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio non è in grado
quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti
volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto
dell’ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove
mesi che passano sott’acqua. Dunque: tenere ben ferma la trota e
sperare in bene.

3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente
quello che Gadda chiamava ‘l’estruso’. E’ il momento della verita.
Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La
zaffata è impressionante. E’ singolare cosa riesca a produrre un
intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti
dall’intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant’è: non c’è
niente da fare. O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.
Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei
bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate potrebbe
anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione
famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate è piu difficile. Ma senza
guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi
risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo
su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di
salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci
riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta.
Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un
numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la
gallina-trota, stufa si stare appesa come un idiota, da uno
strattone: se non vi cade, riuscira comunque a spargere un po’ di
cacca in giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate.
Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del
bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo. A
quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-
trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba
chimica.

5. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per
terra. Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota)
registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l’aria.
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per
detergere a fondo e poi passate all’olio. Ve ne versate alcune gocce
sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso,
valicheranno il confine dei polsini, e da lì spariranno
nell’underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia
nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di
Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese
Calvè e del gesso liquido, ne riempite il sedere del pollo e
naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche,
pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto
il bambino fa pipì.

6. Il bambino non fa pipì a caso. La fà sul vostro maglione. Voi
fate un istintivo salto indietro. Errore. La trota, finalmente
libera, si butta giù dal fasciatoio. Ritirate sù la trota e non
raccontate mai alla mamma l’accaduto.

7. Prendere il pannolino nuovo. Capire qual’è il lato davanti(di
solito c’è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire
imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e
chiudere. Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di
scotch e il pannolino si chiude. Sì, ma quanto si chiude? Così è
troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto, così è
troppo largo. Si puo arrivare anche ad una ventina di tentativi. E’
in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre
scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a
gridare come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un
bagno di sudore.

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e
provare a rivestire il bambino. E’ questo il momento dei poussoir.
Quando Dio caccio gli uomini dal paradiso terrestre disse:
partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli
con i poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo
sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di
poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente,
dispari.

9. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete
praticamente finito. Vi ricordate che avete dimenticato il
borotalco: il culetto si arrossirà. Pensate ai bambini in Africa e
concludete: si arrossirà, e che sarà mai. Quindi prendete il bambino
e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà: ‘L’hai messo il
borotalco?’. Voi direte: ‘Si’. Con convinzione.

10. Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un
pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis.
Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi
spaventosamente buono e in pace con se stesso. Per almeno tre ore è
convinto di avere la nobiltà d’animo di Madre Teresa di Calcutta.
Quando l’effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di
essere single, giovane, cretino e un po’ di destra. Alcuni si
spingono fino a consultare il settore ‘Decappottabili’ su Gente &
Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde
mettono giù. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette,
escono e poi, tragicamente, ritornano. In casa li avvolge la
sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un
singolare, acutissimo profumo di yogurt.

Lug 1, 2008 - Senza categoria    1 Comment

in viaggio sul galaxi express 999

Questo blog non è il mio libro specchio,è stato aperto su richiesta di chi insistentemente mi chiedeva di aprire uno spazio tutto mio in cui poter esporre,come fosse una vetrina,le piccole ooak che nascevano dalla fantasia della mia mente…

Eppure,stranamente,io che non amo parlare di me,che sono piuttosto schiva,mi trovo a rispondre in pubblico ad una casa amica,la sorella maggiore che avrei voluto avere…faccio spesso un salto sul suo blog-diario e adoro leggere quanto scrive…e sono felice di risponderle…

Siamo cresciuti a pane e “cartoni animati”noi bambini degli anni Ottanta…

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la foto che  ho inserito  nel mio blog,ti aiuterà,amica mia,a comprendere pienamente come mi sento adesso…senza che siano necessarie tante parole…

Sono sul treno che non arriva mai a destinazione….

Non c’è una fine,al mio viaggio…

E mi sento stringere in una morsa dalla quale non posso,non so come fare per venirne fiuori senza essere nuovamente stritolata…

Scusa,se mi chiudo…

Scusa,se ho avuto bisogno di crogiolarmi nella solitudine,per venirne fuori…

Ognuno fa quel che può.mette a frutto i mezzi che la vita gli ha donato alla nascita…

E nella solitudine del mio essere io mi ricarico e trovo la forza..

Ma ti voglio bene,sorellì–

Giu 27, 2008 - Senza categoria    No Comments

IL NAPOLETANO….per ridere un pò…

IL NAPOLETANO HA LE SUE REGOLE GRAMMATICALI FISSE

 SE REGOLARMENTE APPLICATE SI PUO’ TRANQUILLAMENTE PARLARE IL NAPOLETANO!!!

> > Prima di tutto in napoletano ci sono delle parole ke vanno assolutamente ripetute 2 volte altrimenti non si riesce a dare il giusto senso alla frase!

Per esempio:> LENTAMENTE: KIAN KIAN>

ADAGIO, ke è molto simile, : CUONC CUONC>

COMPLETAMENTE: SAN SAN>

METICOLOSAMENTE: PIL PIL>

DISTESO: LUONG LUONG..ke se uno sta disteso rigidamente diventa TISC TISC!!!>

 Ma difficoltà maggiori si hanno con: ALL’ULTIMO MOMENTO: NGANN NGANN> e

 DI NASCOSTO: AUM AUM>

 Poi ci sono gli ‘ avverbi di tempo ‘ :> ADESSO: MO’…..>

IN QST MOMENTO: MO’ MO’ basta ripeterlo due volte!>

 Ma la stessa regola vale anke per il ‘ passato ‘ :> ALLORA: TANN>

 IN QUEL MOMENTO: TANN TANN>

 Poi ci sono le iniziali di parole le parole inizianti per ‘ p ‘ diventano ‘ ch ‘:> PIOVE: CHIOV>

PIANGERE: CHIAGNR>

 PIOMBO: CHIUMM> Mentre le parole inizianti per ‘ g ‘ perdono la g iniziale nunz sà c fin fà,>

GIORNO: IUORN>

 LA GATTA: A’ IATT>

GENERO: O’ IENNR>

Ma credetemi la difficoltà maggiore la si trova con le parole inizianti per ‘ s ‘ ke in napoletano prendono la ‘ n ‘ apostrofata!!!>

SPORCO: N’ ZVAT>

 SPOSATO: N’ZURAT>

SOPRA: N’GOPP>

SUGNA: N’ZOGN>

Poi il bello del napoletano è il ‘ VERBO ECCERE ‘ un verbo unico al mondo ke si coniuga proprio a seconda se una persona sta vicina o lontana a seconda se è singolare o plurale,

all’indicativo presente il verbo ECCERE fà : OICCAN, OILLOC, OILLAN

al plurale: EBBICCAN, EBBIGLIOC, EBBILLANN.>

 Poi il napoletano ha una capacità di sintesi eccezzionale a volte una massimo due parole riescono a concretizzare concetti che in italiano sono lunghissimi!>

 La lettera ‘ e ‘ da sola significa DEVI: L’E Ià FRNì = LA DEVI SMETTERE>

 La lettera ‘ i ‘ da sola significa ANDARE: C N VULIMM ì = CE NE VOGLIAMO ANDARE>

 Oppue per esempio ‘ scoprire frequentazioni comuni dopo un lungo periodo di tempo’ = ASCììì A’ PARIENT!!!>

Oppure cercare di convincere una persona a fare una qualke cosa ke altrimenti non avrebbe mai fatto: A’ BABBIààà!>

Meccanismo congegno elettronico mal funzionante: KIUOV>

 Parlare apertamente di una persona di cui non si vuole dire esplicitamente il nome: L’AMICO FRIZZ!!!

Ma chiudo definitivamente con quella ke per me è stata la difficoltà maggiore,gli aggettivi possessivi MIO, TUO, SUO ke in napoletano si mettono soltanto l’iniziale alla fine> della parola stessa:>

 MIO PADRE: PATM>

TUO PADRE: PATT>

Ma dovete fare molta attenzione xkè ‘ suo padre ‘ non è PATS, ma: O’ PAT E KILL!!!è irregolare!!!> > >

Giu 26, 2008 - Senza categoria    No Comments

scambio dei corpi effettualti…

Ebbene,alla fine ce l’ho fatta…

Ho effettuato lo scambio dei corpi,e alla fine Kyori Sato ha un nuovo corpicino,

molto più agile e slanciato…

E’ stata un’operazione mooolto delicata,heheheh

ma guardate i risultati…

è ancora più affascinante con le gambe più lunghe e affusolate,non trovate???

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Giu 24, 2008 - Senza categoria    2 Comments

acconciature da sposa!!!

ci sono creatori che realizzano delle acconciature

 scolpite e pulite

come se le doll fossero delle donne in carne ed ossa…

non smetterò mai di stupirmi della loro bravura

guardate questa foto

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